Stephen Shore

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Stephen Shore, fotografo statunitense nato nel 1947, e’ stato un talento precocissimo. All’ eta’ di 14 anni presenta le sue fotografie ad Edward Steichen, il direttore del MoMa di New York. A 17 lascia la scuola per dedicarsi a tempo pieno a frequentare la factory di Andy Wharol. A 23 anni, e’ diventato il primo fotografo nella storia a cui e’ stata dedicata una personale al Metropolitan Museum of Art di New York. L’ anno successivo pare per un viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti, dal quale nascera’ “American Surfaces”.  Nel 1982 è stato nominato direttore del Photography Program del Bard College di Annandale-on-Hudson, nello stato di New York. E’ universalmente considerato uno dei padri fondatori della fotografia moderna a colori.
 
Stephen Shore e’ universalmente considerato uno dei padri fondatori della fotografia moderna a colori.
Nel 1972 lascia la nativa Manhattan per compiere il primo di numerosi viaggi attraverso gli States. Con una Rollei appesa al collo, realizzo’ il lavoro  per cui ancora oggi e’ maggiormente conosciuto : "American Surfaces",  una serie di immagini a colori che, ricordando lo stile dell’istantanea, mostrano tutto cio’ che Shore incontra durante il viaggio : le stanze in cui ha dormito, i pasti consumati, le persone, le strade, le stazioni di servizio, motel, le automobili, i parcheggi. Come racconta lui stesso: “ Praticamente fotografavo ogni piatto che mangiavo, ogni persona che incontravo, ogni letto in cui dormivo e ogni bagno in cui orinavo.“ Ne risulta un potente affresco della America di provincia, in cui  Shore ci racconta il paesaggio modificato modificato dall'uomo. Le stazioni di servizio, i cartelli stradali, le auto, i cavi elettrici, le insegne pubblicitarie, sono i segni del consumismo che hanno per sempre modificato il il paesaggio tradizionale americano.
  L’attenzione di Stephen Shore  per l’ ordinario e l’ utilizzo del colore, costituirono una sorta di rivoluzione in un mondo della fotografia in cui il bianco e nero  dominava la scena. Fino a quel momento, infatti, fotografi e galleristi  avevano disdegnato la fotografia a colorii,  ritenendola adatta solo a fini pubblicitari e commerciali.Nel successivo progetto, Shore abbandono’ la 35 mm per una fotocamera di grande formato molto meno maneggevole e meno adatta da trasportare nei suoi viaggi attraverso gli Stati Uniti. Sicuramente fu una svolta inaspettata nella carriera dell’uomo che aveva inventato l’ “estetica dell’istantanea”, ma questo gli permise di analizzare le realta’ apparentemente ordinarie che costituivano i suoi soggetti preferiti con un’ attenzione al dettaglio senza precedenti. Le fotografie di grande formato fino a quel momento erano state realizzate dai grandi fotografi di paesaggi, come Ansel Adams. Stephen Shore conferi’ ai detriti della cultura pop la stessa magnificenza tipica delle fotografie dei grandi paesaggi americani. Il risulto di questo lavoro fu pubblicato in “ Uncommon Places”, nel 1982.
Il lavoro di Stephen Shore ha influenzato la successiva generazione di fotografi che, con Martin Parr e Thomas Struth ha approfondito la sua ricerca fotografiche nelle nelle strade secondarie delle area suburbane americane.



Ha raccolto il frutto dei numerosi anni di insegnamento nel libro "Lezione di fotografia. La natura delle fotografie", in cui insegna ai lettori, fotografi amatoraili o aspiranti professionisti, a leggere le fotografie.

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