Giulio Cesare Grandi

“ Leggere molto , meglio non di fotografia , soprattutto conoscersi e ascoltarsi e mettere se stessi dentro alle proprie immagini.. "

Ho cominciato un po' per forza di cose, mio padre era fotografo, credo lo sia ancora ma è in pensione. Mi insegnò a viaggiare e ad essere curioso anche se in quel periodo non ci capivo nulla, avevo altre cose per la testa. Poi una serie di incontri e di riflessioni la fotografia si è avvicinata a me e me la sono fatta mia. Era il 2004 , seppur ne facessi parte da molto tempo ma lì ho capito.

 

Quanto è importante per te lo studio della fotografia ?
Lo studio e la cultura sono fondamentali come la curiosità che è il mattoncino che poi lega le altre due. Se sei curioso inizi a studiare e a farti cultura.
 
Quanto tempo dedichi allo studio o alla visione delle immagini di colleghi o autori passati e contemporanei ?
Quando mi viene data l'opportunità di vedere immagini di colleghi molto volentieri la osservo con molta attenzione. Di autori ne vedo diversi ma evito di osservare chi sono ma più che cosa producono e da quello arrivare a che cosa sono loro.
 
Cosa consiglieresti ad un giovane fotografo che vuole costruire la propria visione e vuole accrescere il proprio bagaglio culturale ?
Leggere molto , meglio non di fotografia , soprattutto conoscersi e ascoltarsi e mettere se stessi dentro alle proprie immagini. Guardare meno immagini possibili.
 
Quali sono i fotografi che ti hanno piu' influenzato o che hai guardato (e continui a fare ) con maggiore ammirazione ?
Non ne conosco tanti ma mi piacciono i narratori a volte sono anche meno fotografi. Bonatti, Kubrick, e Weegee , Ettore Mo
 
Parlami della tua libreria fotografica :) Mi indicheresti almeno 5 titoli che suggeriresti fortemente o che sono custoditi gelosamente sul tuo comodino. 
Brassai Paris. Più reale della realtà , Smith Eugene. Ermanno Rea , 1960, Io reporter. Aldo Gilardi, Meglio ladri che fotografi. LIFE. Man Ray , Sulla Fotografia. Per una filosofia della fotografia, Vilem Flusser